Sono in attesa di autorizzazione da parte del Gip per poter vedere Stefano ma intanto la nonna Liliana e la madre Daniela hanno raggiunto Messina e restano nel dolore e nell’incredulità per quanto successo.
Stamattina l’interrogatorio di garanzia con Stefano Argentino, 27enne di Noto fermato con l’accusa di aver ucciso Sara Campanella, collega universitaria di 22 anni, che ha praticamente ammesso l’omicidio senza però dare spiegazioni e ad ore dovrebbe arrivare quella che appare ormai scontata convalida del fermo con conseguente misura cautelare da applicare.
Una giornata lunghissima fuori e dentro il carcere di Gazzi a Messina, un interrogatorio durato circa 2 ore.
La famiglia di Stefano è ovviamente scossa e incredula. “Non posso e non potevo credere che abbia fatto questo – ha detto la nonna Liliana intervista da La Vita in Diretta su Rai 1 -. Non riesco a capire da cosa sia scaturito, non ho veramente cosa pensare”.
C’è anche la mamma Daniela a Messina. “C’è tanta tristezza e dolore – ha detto anche lei ai microfoni della trasmissione di Alberto Matano -. Mi sembra che da un momento all’altro mi debba svegliare: stiamo vivendo un incubo e non si può capire il dolore. Mi dispiace tantissimo per la morte di Sara. Sono mamma anche io, mi dispiace”.
Nel frattempo la famiglia ha già nominato il nuovo legale di fiducia, l’avvocato Junio Celesti di Siracusa. Ma ai microfoni dei giornalisti messinesi l’avvocato Raffaele Leone, che ha assistito all’interrogatorio di garanzia, ha rilasciato un’ultima importante indicazione: “le indagini non sono chiuse”, questo vuol dire che gli inquirenti sono ancora alla ricerca di possibili complici che avrebbero aiutato Stefano nel suo tentativo di fuga verso Noto.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni