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Noto, Fp Cgil e Uil Fpl proclamano lo stato di agitazione dei dipendenti comunali. E annunciano uno sciopero per l’Infiorata

Lo si legge in una nota firmata dalla Fp Cgil Siracusa e dalla UilFpl Siracusa inviata al sindaco di Noto, alla commissione di garanzia per gli scioperi nei pubblici servizi di Roma e al Prefetto di Siracusa

Dichiarato formalmente lo stato di agitazione dei lavoratori del Comune di Noto. Lo si legge in una nota firmata dalla Fp Cgil Siracusa e dalla UilFpl Siracusa inviata al sindaco di Noto, alla commissione di garanzia per gli scioperi nei pubblici servizi di Roma e al Prefetto di Siracusa. Le due sigle sindacali hanno anche indetto uno sciopero che, se confermato, si svolgerebbe la domenica dell’Infiorata.

“Con la presente – si legge nella nota – verificato lo stato della contrattazione costantemente mortificata e vanificata nei suoi punti fondamentali (vedi salario accessorio, progressioni orizzontali, progressioni verticali, etc.) considerato che i lavoratori hanno spettanze arretrate risalenti al 2021 e, pervicacemente, il Comune di Noto sfugge ad ogni accordo teso alla soddisfazione degli aventi diritto (vedi Comando di Polizia Municipale), si dichiara formalmente lo stato di agitazione dei lavoratori del Comune di Noto.

Qualora non sortissero effetti le procedure di raffreddamento e di conciliazione di cui all’art. 7 dell’Accordo Collettivo Nazionale in materia di norme di garanzia sul funzionamento dei servizi pubblici essenziali nell’ambito del comparto Regione-Autonomie locali, la cui attivazione si richiede alla competente Prefettura, ai sensi e per gli effetti di quanto all’art. 6 del medesimo accordo si dichiara lo sciopero dei lavoratori in servizio per il giorno 18 maggio 2025per la intera giornata lavorativa (h.24).

In tale evenienza, ai sensi del citato art. 6 l.d, si garantisce che lo sciopero in argomento non comprometterà le prestazioni individuate ex lege quali indispensabili, e cioè quelle previste all’art. 2 c.2 n.12) lett. a, b, c, d, e, nonché n.13 e n.15 dell’Accordo de quo”.

 


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